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Il Colle Aventino

External towards the 'Pomerius' (Rome's main boundary), later the hill became a trading district populated by foreigners and event hough the Servian walls surrounded it already during the VIth century B.C., we have to whait Claudius kingdom (1st Century A.D.) to have it included within the Pomerius. Servio itself built here the first temple, devoted to Diana, exactly in the middle of the hill between the curches of Santa Sabina, Sant'Alessio and Santa Prisca, according to the 'Forma Urbis Severiana' (Rome's map built on a marble surface). After the monarchy the Aventine knew two eras, inhabited before by working class and after by high class citizens. During 494 B.C. and 449 B.C. the Aventine held two plebeian secession conflicts which led to the creation of the 'Tribune of the Plebs' and the fall of the Decemvirates. During the 456 B.C. year the 'Lex Icilia' law gave the hill's ownership to the plebeian commoners who began building their houses. Other temples florished, such as the one devoted to 'Giunone Regina' by Camillo after the destruction of Veio during 396 B.C., the 'Vertumnus temple', founded by M.Fulvio Flacco or those devoted to Luna, Iuppitter Liber and Libertas. Instead during the imperial age

Successivamente il colle diventò un quartiere mercantile, frequentato da stranieri ed esterno al pomerio, anche se le Mura Serviane lo recingevano già nel VI secolo: solo all'epoca di Claudio la collina venne inclusa nel pomerio. Lo stesso Servio costruì il primo tempio, quello di Diana, situato al centro del colle e situato, secondo la pianta marmorea severiana, in una zona compresa tra S.AlessioS.Sabina e S.Prisca, in corrispondenza dell'attuale via di S.Domenico. Dopo l'epoca monarchica l'Aventino conobbe due fasi, una popolare, l'altra aristocratica. Il colle ospitò le secessioni plebee del 494 e del 449 a.C. che portarono alla creazione del tribunato della plebe ed alla caduta dei decemviri. Nel 456 a.C. la legge Icilia dava la proprietà del colle ai plebei, che cominciarono così a costruirvi le loro abitazioni. Fiorirono altri templi, come quello dedicato a "Giunone Regina" da Camillo dopo la distruzione di Veio nel 396 a.C., il "Tempio di Vertumnus", fondato da M.Fulvio Flacco e quelli di "Luna", "Iuppiter Liber" e "Libertas". In età imperiale, invece, con lo spostamento del porto Tiberino e delle attività commerciali annesse, i plebei si trasferirono verso sud, in vicinanza dell'Emporium, ed al di là del fiume, in Trastevere. Iniziò, quindi, l'era aristocratica: qui ebbero le loro dimore i Vitelli, i Pollioni, Traiano, Decio, Adriano. Ad oriente la collina è unita, tramite una sella (l'odierno viale Aventino), ad una ulteriore sommità, il cui nome antico è ignoto ma che viene in genere chiamata "Piccolo Aventino": è la zona dove si trova la chiesa di S.Saba. Una leggenda vuole che tutto il colle sarebbe, in realtà, un'unica, immensa nave sacra ai Cavalieri Templari e che, prima o poi, dovrebbe salpare verso la Terra Santa. Il Piranesi, architetto, incisore e pittore, colui, cioè, che ebbe la commissione dai cattolicissimi Cavalieri di Malta di adattare tutta la zona a luogo di culto, riflessione e preghiera, era, in verità, un segreto ammiratore dell'Ordine dei Cavalieri Templari: edificò splendidamente il colle ma vi inserì tutta una serie di simboli, riferimenti, architetture, cifre e motti che lo farebbero riconoscere, nei secoli, da chi possiede la giusta chiave di interpretazione. La parte meridionale, quella che scende fino al Tevere ed è tagliata come una grande lettera V, è la prua della nave, mentre la porta d'ingresso della Villa dei Cavalieri di Malta è l'entrata al cassero del veliero.

La Dea Diana

La dea Diana è una divinità italica preromana. Si pensa che originariamente fosse uno spirito rappresentativo dei boschi e della loro purezza. Diana Nemorensis, che vuol dire "Diana dei boschi", era principalmente venerata per la sacralità che i boschi acquisivano grazie alla sua presenza. Gradualmente, con il passare del tempo, alla sua figura andava associandosi la vita dei contadini locali, quella delle loro mogli e delle loro greggi. Il nome Diana è l'equivalente al femminile di Giano (Janus): tuttavia laddove al suo nome fosse associata un'idea di inizio, di alba e luce, la figura di Diana era invece legata al concetto di fine, tramonto e buio.